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Dalla teoria all’avventura: la tracolla Unibas, il gadget che segna l’inizio del tuo viaggio

Ogni avventura ha bisogno di un equipaggiamento. Per le matricole 2025 dell’Università degli Studi della Basilicata, noi di Unibastore, insieme al Consorzio ConUnibas e all’Università, abbiamo preparato un dono epico: la tracolla ufficiale Unibas.

Dal 1° ottobre 2025, potrai ritirare il tuo gadget gratuito: una tracolla in cotone sostenibile, resistente, versatile e pronta ad accompagnarti in ogni livello della tua nuova avventura universitaria.

Non è solo un accessorio, ma un simbolo. Un segno che dice: “Sei entrato nella community Unibas”.

Come ottenerla

Il percorso è semplice:

🎮 Step 1: iscriviti al Comincenter tramite il link che trovi qui sotto. https://www.comincenter.it/capitolo-i-il-gadget-per-le-matricole-ritiralo-al-comincenter/
🎮 Step 2: passa nelle sedi di Potenza o Matera e ritira la tua tracolla gratuita (dal lunedì al venerdì, fino a esaurimento scorte).

Unibastore: la tua base di gioco

Unibastore non è solo il punto di ritiro del gadget: è la tua hub ufficiale, il posto dove puoi trovare prodotti che raccontano la vita universitaria e collezionare ricordi della tua esperienza. Insieme al Comincenter, è il cuore pulsante di una comunità che cresce, impara e si diverte.

La tracolla Unibas è il primo power-up della tua carriera universitaria. Non è soltanto una borsa: è l’oggetto che ti accompagnerà tra appelli, missioni accademiche e nuove connessioni.

Noi di Unibastore ti aspettiamo: vieni a ritirarla e inizia il tuo viaggio.
Il tuo Capitolo I è già scritto.

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Moda Sostenibile vs Fast Fashion: L’Impatto delle Tue Scelte

Lo scopo dell'immagine è evidenziare l'eccessivo accumulo di vestiti, simbolo del consumismo e della produzione massificata tipica della fast fashion. Serve a sensibilizzare il pubblico sull'impatto ambientale e sociale di queste pratiche, ponendo in contrasto la moda sostenibile, che incoraggia scelte di consumo più responsabili e consapevoli. L'immagine invita a riflettere sulle proprie abitudini di acquisto e sull'importanza di adottare uno stile di vita più sostenibile.

La moda è parte della nostra vita quotidiana. Ogni giorno scegliamo cosa indossare per esprimere il nostro stile, la nostra personalità, il nostro stato d’animo. Ma ti sei mai chiesto cosa si nasconde davvero dietro ai vestiti che compriamo?

Oggi il settore dell’abbigliamento si divide principalmente in due mondi: da una parte la fast fashion, che ci propone capi sempre nuovi a prezzi bassissimi; dall’altra la moda sostenibile, che promuove un approccio più etico e rispettoso verso l’ambiente e le persone. Conoscere le differenze è il primo passo per diventare consumatori più consapevoli.

Cosa si nasconde dietro il Fast Fashion?

La fast fashion è un modello produttivo che punta su velocità e quantità: nuove collezioni ogni mese, capi economici e sempre “alla moda”. Ma il prezzo basso che paghiamo alla cassa non racconta tutta la storia.

Per produrre velocemente e in grandi quantità, spesso vengono usati materiali di scarsa qualità, come tessuti sintetici derivati dal petrolio, o cotone coltivato con un uso intensivo di acqua e pesticidi. Anche la tintura dei tessuti comporta rischi ambientali, con sostanze chimiche che inquinano fiumi e terreni.

E non è tutto: dietro molti capi a basso costo si celano condizioni di lavoro precarie. In alcune fabbriche del mondo, i lavoratori sono sottopagati, senza tutele e costretti a turni massacranti.

In risposta a questo sistema, la moda sostenibile propone un’alternativa concreta: meno sprechi, più qualità e rispetto.

Scegliere moda sostenibile significa preferire capi realizzati con materiali naturali, biologici o riciclati, prodotti nel rispetto dei diritti umani e con un minor impatto ambientale.

Ma non è solo una questione di materiali: è anche un modo diverso di vivere il guardaroba. Acquistare meno, scegliere meglio. Privilegiare abiti durevoli, magari riparabili o trasformabili nel tempo, anziché seguire ciecamente le mode passeggere.

A volte sembra che, da soli, non possiamo cambiare le cose. Ma ogni nostra scelta ha un peso. Ogni volta che acquistiamo un capo etico, stiamo premiando un modello produttivo più giusto.

Il mercato segue la domanda: se sempre più persone scelgono prodotti sostenibili, anche i grandi brand saranno costretti ad adeguarsi. E infatti, molte aziende stanno già introducendo collezioni più “green”, segno di una crescente sensibilità collettiva.

Cinque semplici gesti per un grande impatto

La buona notizia? Non serve rivoluzionare tutto da un giorno all’altro. Bastano piccoli gesti per fare la differenza:

  • 👕 Acquista meno, ma scegli capi di qualità
  • 🧵 Dai nuova vita agli abiti che già possiedi
  • ♻️ Ripara, riusa, reinventa
  • ✅ Sostieni marchi che rispettano persone e pianeta
  • ❓Chiediti sempre: Mi serve davvero questo capo o è solo un acquisto impulsivo?

Ogni capo che scegliamo ha un impatto. E sta a noi decidere se vogliamo sostenere un sistema dannoso o contribuire a costruirne uno più equo e sostenibile.

La prossima volta che entrerai in un negozio e troverai una maglietta a 5 euro, prova a fermarti un attimo. Chiediti: chi l’ha prodotta? Con quali materiali? Quanto durerà davvero?

Perché scegliere con consapevolezza è il primo passo per fare la differenza.

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M’illumino di meno, al Comincenter la presentazione del nuovo merchandising Unibas

Appuntamento il 17 febbraio 2025, ore 18 al Comincenter, all’interno del Campus universitario di Macchia Romana (Potenza), per un’iniziativa legata alla giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

L’Università degli Studi della Basilicata in collaborazione con il Consorzio ConUnibas e il Consiglio degli Studenti, partecipa all’edizione 2025 di M’illumino di Meno, la storica campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico e gli stili di vita sostenibili, promossa da Rai Radio 2 – Caterpillar.

Moda e sostenibilità, la riflessione sul Fast Fashion

Il tema scelto per quest’anno – moda e sostenibilità – pone l’attenzione sugli impatti ambientali e sociali del fast fashion, la moda usa e getta ultra veloce, invitando a un consumo più consapevole e responsabile. Per l’occasione, l’Università della Basilicata presenterà le nuove policies del merchandising ufficiale, realizzato tramite processi inclusivi e rispettosi della salute delle persone e del pianeta. 

L’evento si terrà il 17 febbraio 2025 alle ore 18, presso gli spazi del Consorzio ConUnibas, all’interno del Campus universitario di Macchia Romana (Potenza), e – insieme allo spegnimento delle luci nell’Ateneo, nelle sedi di Potenza e Matera – costituirà un momento di condivisione e riflessione per la comunità accademica e cittadina.

Musica a lume di candela

  • Presentazione delle nuove linee guida sul merchandising Unibas, attente a politiche di sostenibilità ambientale e sociale.
  • Concerto a lume di candela, per sottolineare l’importanza di ridurre i consumi di energia.
  • Aperitivo per la community universitaria ed esterna.

Mediante questa iniziativa, l’Ateneo lucano – che ha scalato nell’ultimo anno la classifica nazionale e internazionale delle Università green – conferma il proprio impegno a favore della sostenibilità, non solo attraverso la ricerca e la didattica, ma anche attuando scelte concrete in linea con i valori dell’inclusione, della responsabilità sociale e della tutela ambientale.

Per maggiori informazioni su M’illumino di Meno, visita il sito ufficiale: https://www.rai.it/milluminodimeno/

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Proroga tasse, esami e lauree

PROROGA ANNO ACCADEMICO E RELATIVE SCADENZE

L’ultimo decreto rettorale contiene al proprio interno importanti informazioni per tutti noi studenti.Esso infatti prevede:

La proroga della scadenza della II rata del contributo onnicomprensivo annuale al 30 aprile (invece del 31 marzo)

PROROGHE SESSIONI DI LAUREA

La sessione straordinaria delle sedute di laurea dell’anno accademico 2019/20, destinata ai laureandi che hanno già presentato la domanda di conseguimento titolo entro il 31 dicembre 2020, è stata prorogata al 15 giugno 2021.

Per gli studenti iscritti all’ultima sessione di laurea dell’a.a. 2019/2020, qualora non conseguano il titolo nella predetta sessione, devono effettuare l’iscrizione all’a.a. 2020/21 entro il 31 maggio 2021 (invece del 31 marzo);


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I soli studenti laureandi nella seduta di aprile, qualora non conseguano il titolo, potranno iscriversi all’a.a. 2020/21 entro il 15 giugno (invece del 31 maggio) a condizione che abbiano sostenuto tutti gli esami, nonché tutte le altre attività (tirocinio e laboratori), entro il 30 aprile 2021;

Per gli studenti che presentano o rinnovano la domanda di laurea per la sessione estiva, qualora abbiano sostenuto tutti gli esami, nonché tutte le altre attività (tirocinio e laboratori), entro il 30 aprile 2021 (anziché al 30 marzo 2021), pagheranno soltanto la I rata del contributo onnicomprensivo annuale, nonché la tassa regionale di €140,00 e l’imposta di bollo di €16,00.

PROROGHE SESSIONI D’ESAME

La I sessione si svolgerà dal 7 gennaio al 30 aprile 2021 (anziché al 31 marzo). Il termine del 30 aprile è ulteriormente prorogato al 31 maggio 2021 per i soli studenti che dovranno conseguire il titolo nell’ultima sessione dell’anno accademico 2019-2020, ovvero entro il 15 giugno 2021;

La II sessione si svolgerà dal 3 maggio (anzichè dal 3 aprile) al 6 agosto 2021


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ULTERIORI PROROGHE

La scadenza del 31 marzo 2021, per il pagamento della I rata del contributo variabile degli iscritti al Corso di specializzazione in Beni archeologici, è prorogata al 30 aprile 2021.

La scadenza del 31 marzo 2021, per il pagamento della I rata del contributo variabile degli iscritti ai Corsi di dottorato di ricerca, è prorogata al 30 aprile 2021.

(Fonte Consiglio Studenti Unibas)

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Contro ogni forma di violenza, amatevi.

25 novembre

Oggi, 25 novembre, nella Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, voglio parlarvi di una molestia insidiosa, subdola e profonda come il buco del Bianconiglio.

Prendo spunto da un libro che ho letto qualche tempo fa. Jamais assez maigre. Diaire d’un top model (Mai troppo magre. Diario di una top model) dell’ex modella francese Victoire Dauxerre, una giovane e bellissima ragazza che decide di mollare la professione di top model e ricominciare a vivere ed amarsi, dopo essersi sentita soltanto una “gruccia umana”.

“Ma tu sei la nuova Claudia Schiffer!» Sto guardando alcuni orologi in vetrina, in rue des Francs-Bourgeois, quando mi sento chiamare da un tipo di colore tutto smilzo che mi arriva a malapena alle spalle. Lo guardo con l’angolo dell’occhio. Lui mi sorride. «Non hai mai pensato di fare la modella?» Bwahaha. Grande tecnica di rimorchio. Complimenti. Arrivederci. Si avvicina mia madre, ma la cosa non lo intimorisce, al contrario: «Sua figlia è di una bellezza strepitosa. E che naso! Dà equilibrio al volto e cattura perfettamente la luce. Mi creda, io me ne intendo». Se ne intende di cosa? Di nasi? Mi scappa da ridere. Perché io il mio naso lo conosco bene, con quella gobbetta che la famiglia di mamma si tramanda da almeno tre generazioni. Ci ho pigiato sopra per tutta l’infanzia sperando di farla scomparire. Tanto che in quel punto adesso c’è un lieve segno bluastro un po’ appiattito. Qualunque «intenditore» capirebbe al volo che quello che non va nella mia faccia è proprio il naso…”

Inizia così il racconto dell’ex modella che continua, parlando del lavoro di Top Model,  “Nessuno ti chiede di smettere di mangiare, semplicemente devi essere in grado di entrare nei vestiti che ti vengono dati, per cui non hai scelta se non dimagrire.

Il sistema è concepito affinché alla fine nessuno possa essere accusato di incitamento all’anoressia”.

Accettare il proprio corpo, modelli sbagliati

Dopo questo libro e le denunce di molte altre modelle, la Francia vara la legge così detta “Loi Mannequin” che impone alle aspiranti modelle di non poter scendere al di sotto della taglia 38. La legge, completata il primo ottobre, introduce una norma che prevede l’obbligo di accompagnare le fotografie ad uso commerciale con la dicitura “fotografia ritoccata”, qualora siano state apportate modifiche al computer. 

Ma i problemi con l’accettazione del proprio corpo, non riguardano solo le modelle. Il libro esplora il difficile rapporto delle donne con il cibo. Troppo grasse, troppo magre, basse, alte, “a pera”, “a clessidra” o “a triangolo”. Tutte noi, nessuna esclusa, è continuamente sottoposta a pregiudizi che si basano su modelli distorti e inverosimili, su pose, ritocchi fotografici.

Ancora me la ricordo la pubblicità di Somatoline denunciata, tra gli altri, da Altroconsumo perché riportava queste parole “La cellulite è una malattia”. Roba da lavaggio del cervello!

No, ripetiamolo insieme: la cellulite non è una malattia!

Il Body shaming è una forma di violenza

Oggi nella Giornata per l’Eliminazione della Violenza sulle donne, voglio condividere con te che stai leggendo questa riflessione: il body shaming è una forma di violenza e sta solo a noi diventare consapevoli che ognuno è perfetto così com’è, perché infondo, la perfezione non esiste.

Proprio l’anno scorso di questi tempi, lanciavamo la campagna #ImPerfect. Crediamo che le imperfezioni siano il bene più prezioso che abbiamo, perché ci rendono unici, e a loro modo perfetti. Nessun corpo è brutto o sbagliato in assoluto, quello che conta è la salute.

Vedi il caso di Armine Harutyunyan, modella Gucci, che ha destato scalpore perché i tratti del suo viso non corrispondono agli attuali canoni di bellezza a cui siamo abituati.

Che tu sia una xs o una xl, che tu abbia il naso storto, le labbra troppo sottili, i polpacci grossi o qualsiasi altra diavoleria, ricordati che non esistono parametri assoluti di bellezza. Amati e non permettere a nessuno di condizionarti con il suo giudizio.

Ama i tuoi pregi e i tuoi difetti, circondati di persone che amino i tuoi pregi e i tuoi difetti.

Per questo 25 novembre, auguriamo a tutte le donne e le studentesse di guardarsi allo specchio e pensare: “Sono perfetta come sono”.

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Fondo StudioSì, per studenti universitari

Un’opportunità pensata per gli studenti universitari e i laureati. Una delle più importanti per l’inizio del nuovo anno accademico è sicuramente il Fondo StudioSì.

StudioSì – Fondo Specializzazione Intelligente è un’iniziativa del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), nell’ambito dell’azione I.3 “Istruzione terziaria in ambiti coerenti con la SNSI e sua capacità di attrazione” del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020.

Guarda il video

L’obiettivo del fondo è quello di promuovere una più ampia partecipazione degli studenti ai percorsi di istruzione terziaria, lauree a ciclo unico, magistralimaster universitari e scuole di specializzazione riconosciute dal MUR, in Italia e all’estero, in ambiti coerenti con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.

A CHI È RIVOLTO FONDO STUDIOSÌ?

Destinatari del Fondo sono gli studenti residenti nelle 8 Regioni target del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020. In particolare, il fondo è destinato agli studenti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per l’anno accademico 2020-2021.

Gli studenti potranno richiedere un finanziamento fino a 50 mila euro e i percorsi di studio dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2025.

FINANZIAMENTI A TASSO ZERO E SENZA GARANZIE

Il Fondo StudioSì, co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE), è gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Prevede l’erogazione di finanziamenti a tasso zerosenza garanzie personali o da parte di terzi, e ulteriori condizioni vantaggiose per le spese di iscrizione e le ulteriori spese vive connesse allo studio.

Infatti, il finanziamento può coprire, oltre le tasse universitarie, anche le spese vive connesse allo studio. L’erogazione delle risorse avviene tramite due operatori finanziari: Intesa San Paolo e Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, grazie alle banche di credito cooperativo


LINK UTILI

 www.studiosiponricerca-mur.it

https://www.studiosi.gruppoiccrea.it/

https://wp.me/p9DUhP-3CS

https://www.crediper.it/Pagine/Utility/Trasparenza/Trasparenza.aspx

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Il Coviddi? Per sicurezza abbiamo scaricato Immuni!

Fra qualche settimana sarà il momento di ripartire con le lezioni, gli esami, la vita universitaria. E il Coviddi? Da Mondello la signora Angela giura che non ce n’è, ma noi tanto sicuri non siamo!

Però abbiamo voglia di ripartire e tornare a vivere normalmente. Poche e semplici regole da continuare a seguire.

Come abbiamo imparato a fare, rispettiamo le disposizioni di distanziamento fisico e precauzionali, come indossare la mascherina e igienizzare spesso le mani.

In più c’è l’app Immuni, un ulteriore strumento efficace per proteggere se stessi e la propria famiglia.

Che cos’è Immuni?

Immuni è un’app creata per aiutarci a combattere l’epidemia di COVID-19. L’app utilizza la tecnologia per avvertire gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio, anche se sono asintomatici.

Come funziona?

Gli utenti che vengono avvertiti dall’app di un possibile contagio possono isolarsi per evitare di contagiare altri. Così facendo, aiutano a contenere l’epidemia e a favorire un rapido ritorno alla normalità

Venendo informati tempestivamente, gli utenti possono contattare il proprio medico di medicina generale e ridurre così il rischio di complicanze.

A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus del COVID-19, l’app invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato. Grazie all’uso della tecnologia Bluetooth Low Energy, questo avviene senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente.

Privacy Tutelata

Immuni è stata progettata e sviluppata ponendo grande attenzione alla tutela della privacy. I dati, raccolti e gestiti dal Ministero della Salute e da soggetti pubblici, sono salvati su server che si trovano in Italia. I dati e le connessioni dell’app con il server sono protetti.

Immuni non raccoglie:

Illustration of an ID card with a prohibition sign on top of it

Il tuo nome, cognome o data di nascita

Illustration of a phone with a prohibition sign on top of it

Il tuo numero di telefono

Illustration of an envelope with a prohibition sign on top of it

Il tuo indirizzo email

Illustration of a stick man with a prohibition sign on top of it

L’identità delle persone che incontri

Illustration of a map pin with a prohibition sign on top of it

La tua posizione o i tuoi movimenti


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Come lavare la felpa e non rovinare la stampa

La tecnologia è amica dell’uomo, ma non sempre. Quando si tratta di computer, console, videogame – o anche droni! – tutti sono i primi della classe. Ma quando si nomina la parola “lavatrice”, ecco che iniziano a vedersi milioni di facce a punto interrogativo, pronte a digitare sullo smartphone le fatidiche due parole: “chiama mamma”.

La vostra nuova felpa e la t-shirt con la stampa sono bellissime e non vedete l’ora di sfoggiarla a lezione. C’è solo un problema: l’avete già indossata e dovreste lavarla. In un mondo ideale tutti saprebbero farlo senza rovinare felpa e stampa in una perfetta combo d’incapacità. Ma, visto che siamo in un mondo normale, avete invece bisogno di qualche consiglio. Eccolo qui!

Come lavare una felpa con la stampa

Calma e sangue freddo, lavare la vostra felpa con stampa è più semplice di quel che pensate. Se è la prima volta, lavatela a mano in acqua fredda: non è strettamente necessario, ma è consigliabile. Altrimenti, procedete con il classico lavaggio in lavatrice. Prima cosa da ricordare: mettete sempre la vostra felpa o t-shirt girata al contrario. In questo modo la stampa si usurerà di meno e avrà una vita molto più lunga, evitando di sbattere addosso al cestello, di graffiarsi con i ganci dei reggiseni o di perdere pezzi. Impostate la temperatura a massimo 30 gradi e dite no alla centrifuga. Non lavate la vostra felpa a secco e non usate assolutamente la candeggina.

Adesso vi sembreranno troppe le informazioni da tenere a mente ma vedrete che, una volta preso il via, il processo di pulitura della vostra felpa stampata sarà molto più semplice di quello che appare inizialmente. E, in questo modo, la maglietta durerà anche fino a cento lavaggi.

Come stirare una felpa con la stampa

Passiamo adesso alla fase due per la cura della vostra felpa o t-shirt: la stiratura. Non fate come alcuni che mettono il ferro da stiro direttamente sulla stampa: sembra una cosa sciocca, ma la maggior parte delle persone lì fuori lo ha fatto (anche se non lo ammetterà mai). Se non volete trovare la stampa trasportata sul ferro girate – per piacere – la felpa. Questa è la versione semplice. Altrimenti, applicate un panno umido sopra la stampa: solo allora potrete poggiare il ferro da stiro sulla t-shirt. Evitate in ogni caso le temperature troppo elevate, e la vostra stampa sarà perfetta come al momento dell’acquisto. E voi potrete continuare a indossarla con orgoglio.

Tratto da  https://www.gedshop.it/

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Nuova collezione: body positive e sostenibile!

La nuova collezione 2020 è arrivata ed è più Unibas che mai!

Abbiamo pensato alla vita universitaria, alle sessioni d’esame, agli infiniti caffè. Ma anche che ogni singola persona è speciale, perché ognuno di noi è perfetto così com’è.

Body Positive & healthy

Cosa significa body positive? Che non esistono corpi sbagliati e che ognuno è perfetto così com’è. Ma anche che volersi bene significa prima di tutto prendersi cura di se stessi. Per questo ci siamo ispirati a dei capi di abbigliamento comodi adatti per venire a lezione o fare jogging.

Felpa Donna
Felpa Unisex

Gadget sostenibili

Da sempre Unibastore è attenta alla sostenibilità degli oggetti di uso più comune. Le novità di quest’anno sono la tazza in fibra di bambù e le borracce, in allumino o in vetro.

Borraccia in vetro
Tazza in fibra di bambù
Sacca in cotone

Tech

Quanti di voi per studiare hanno bisogno di crearsi il proprio angolino di comfort? L’ideale è partire ascoltando la musica della tua playlist “da combattimento” 🙂

Per questo abbiamo pensato a delle cuffie comode fatte apposta per ritrovare la tua concentrazione, ascoltare la tua musica preferita sull’autobus e in ogni altra occasione!

Cuffie pieghevoli, attacco jack
Photo credits - Giuseppe Lotito
Models - Elenia Cardillo | Martina Claps | Mariana Scavullo | Giuseppe Trivigno | Gerardo Antonio Marsico

Grazie a ESN Sui Generis per la collaborazione
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Da ottobre ritira la tua borraccia Unibas Plastic Free omaggio!

Ci siamo, la distribuzione delle borracce “Unibas Plastic Free” per studenti, docenti e personale dell’Università degli Studi della Basilicata partirà ufficialmente a ottobre.

Come di consueto, la Magnifica Rettrice Aurelia Sole dà il benvenuto all’Unibas in una lettera dedicata agli studenti e ai giovani, energia del nostro Paese.


Luogo, date e orari per il ritiro


A Potenza, da martedì 8 ottobre nella sede del Comincenter (Campus di Macchia Romana) dalle 10.30 alle 13.30


A Matera, da lunedì 14 ottobre, nel Comincenter, nuovo Campus universitario, dalle 15.00 alle 18.00

Borracce

Per poter ritirare le borracce è necessario compilare il form. Per i docenti e il personale pta si raccomanda di inserire esclusivamente la mail assegnata dall’Ateneo (es. xx.yy@unibas.it)